* news n°5: public design festival > reportage!

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reportage di public design festival! enjoy!!
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foto di alessandra tecla gerevini
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fuorisalone: durante il public design festival,
un chairsharing con wifi è stato installato a milano
nella lavanderia a gettoni di via vigevano 29!
13-18 aprile. grazie ad esterni per l’ospitalità!
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http://www.publicdesignfestival.org/portal/IT/handle/?ref=chairsharing
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Posted: June 12th, 2010

* NEWS n°4: European Prize for Public Space

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chairsharing incluso nell’archivio del premio europeo per lo spazio pubblico
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abbiamo presentato chairsharing alla quinta edizione del premio europeo per lo spazio pubblico urbano 2010, organizzato dal centro di cultura contemporanea di barcellona (CCCB) in collaborazione con architecture center vienna (Az W), cité de l’architecture et du patrimoine in paris, nederlands architectuurinstituut rotterdam (NAi), the architecture foundation london (AF), rakennustaiteen suomen museum (SRM) helsinki e il deutsches architekturmuseum (DAM) frankfurt.
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la giuria presieduta da rafael moneo e composta da severi blomstedt (SRM, helsinki), ole bouman (NAI, rotterdam), sarah mineko ichioka (AF, London), francis rambert (La Cité, Paris), dietmar steiner (AzW, Vienna) and peter cachola schmal (DAM, frankfurt), si è riunita nei giorni 25 e 26 marzo al CCCB e ha selezionato chairsharing tra i 40 migliori progetti (tra gli oltre 300 consegnati) di questa edizione del premio, e lo ha incluso nell’archivio europeo online per lo spazio pubblico.
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questo archivio consta di una selezione dei migliori progetti presentati in ciascuna edizione del premio e mira alla promozione del valore dello spazio pubblico in europa.
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ecco un’immagine del prototipo 2.0 in corso di realizzazione. enjoy!
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Posted: April 5th, 2010

- CHAIRSHARING

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progetto e realizzazione di un nuovo servizio pubblico di panchine mobili wifi
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chairsharing é come un comune bike-sharing, ma invece che offrire biciclette offre sedute mobili. le sedute si ritirano gratuitamente utilizzando la carta regionale dei servizi e possono essere spostate nella cittá a piacere per un tempo massimo di 6 ore.
ciascuna seduta puó essere utilizzata per sedersi o per lavorare. le sedute sono modulari, possono essere affiancate per oziare o lavorare insieme.
ciascuna seduta é una antenna wifi che consente di connettersi a internet gratuitamente.
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accedendo a chairsharing tramite la carta regionale dei servizi si accede automaticamente ad un programma a punti. non solo l’utente potrá usufruire del servizio gratuitamente, ma anche accumulare punti, che potranno essere poi convertiti in offerte sconti e promozioni nelle attivitá commerciali, culturali e nei fornitori di servizi del quartiere.
Attraverso la produzione dei luoghi, il loro inserimento nei circuiti vitali del quartiere, la responsabilizzazione civile dei cittadini chairsharing mira ad innescare un lento spostamento culturale verso uno stile di vita sostenibile nel quartiere, coinvolgendo tutti gli attori in gioco.
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Posted: March 10th, 2010

- chairsharing WEB

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portale web e piattaforma per la sostenibilità

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chairsharing è anche un portale web che, oltre a gestire il servizio, mette a sistema l’offerta di sostenibilità nel quartiere. grazie alla triangolazione WiFi, ogni sedia è mappata nei suoi spostamenti e la sua posizione è georiferita su una mappa interattiva.
chairsharing comprende un portale on-line multiutente, la “piattaforma della sostenibilità”. al suo interno è possible visualizzare e gestire, oltre al servizio chairsharing, i servizi supplementari del progetto e altri servizi legati all’identità sostenibile del progetto: da un lato, la fidelity-card per la raccolta punti e la riqualificazione economica del quartiere e la gestione logistica del servizio di sedute mobili; dall’altro, il gruppo d’acquisto solidale (GAS), il bike-sharing, il car-sharing, il car pooling, la raccolta differenziata, il couch-surfing e ogni altra risorsa di un lifestyle sostenibile che chairsharing vuole implementare.
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la piattaforma della sostenibilità è dunque una piazza virtuale che ottimizza e amplifica, a livello di marketing territoriale, il concept sostenibile di chairsharing e l’uso virtuoso dello spazio pubblico. offre una visualizzazione di prossimità su una agenda settimanale e su una mappa interattiva, oltre a uno strumento di management condiviso ma gestibile autonomamente per soggetti pubblici e privati, collettivi o singoli.
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Posted: March 7th, 2010

- chairsharing comunicazione integrata

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comunicazione integrata per chairsharing
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il principio è la ricerca di una grammatica di pittogrammi che potesse restituire e comunicare la complessità delle situazioni urbane che chairsharing è in grado di produrre. a partire da questa unità minima, concepita per essere riprodotta attraverso le forature del rivestimento dellaseduta, applicando il concetto del pantografo (strumento desueto atto a riprodurre disegni in scala), si è generato l’intero apparato di comunicazione del servizio.
un apparato necessariamente multimediale e multiscalare:

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- rivestimento della seduta (1:1)

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- pattern per pavimentazione (10:1)
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- murales (100:1)
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- proiezioni luminose (senza scala)
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- comunicazione web e tv (senza scala)
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- comunicazione stampata (< 1:1)
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Posted: March 6th, 2010

- chairsharing minidocs

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chairsharing: 25 minidocumentaries

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a ottobre 2009 ci è stato chiesto di partecipare al festival della creatività di firenze con chairsharing.
dal momento che il prototipo era ancora in fase di costruzione, abbiamo deciso di realizzare dei minidocumentari. ciascuno dei brevissimi filmati illustra un tema del progetto, con un intervista a uno degli attori coinvolti: noi, i nostri clienti, le aziende…

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enjoy!
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Posted: March 5th, 2010

- okobici

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progetto per un bikesharing 3.0 (caso studio: copenhagen)

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abbiamo sviluppato un servizio complesso rivolto alla comunità dei ciclisti.
okobici è una tipologia alternativa di bikesharing, basata sulla massima fluidità possibile dell’infrastruttura, e un apparato di gestione basato su tecnologie avanzate di comunicazione mobile. tecnologie avanzate, ma a portata di qualsiasi laptop o smartphone.
la componentistica fisica dell’infrastruttura è costituita da un semplice oggetto (sorta di uovo..) da applicare a qualsiasi bici per trasformarla in un bikesharing. Ciascun dispositivo contiene un sistema di bloccaggio (un lucchetto) un gps che rende localizzabile in tempo reale la bicicletta e un trasmettitore capace di dialogare con telefoni e computer portatili.

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l’interfaccia del servizio è un portale web, facile e veloce, dove gestire tutti i servizi di okobici.
questo sito è più di una pagina gestionale.
è il social network della comunità ciclabile. Si potranno gestire servizi, ma anche comunicare e scambiare consigli con altri utenti. un facebook su due ruote. Il tutto sarà visualizzato su una base googlemaps.
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i servizi principali saranno:
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- gestione del proprio profilo (prenotazione biciclette, accessori, gestione dati, reportistica etc)

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- massima integrazione con tutti i mezzi pubblici.

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- possibilità di comprare biglietti integrati nell’ottica di una cultura di massima intermodalità

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- numerose applicazioni augmented reality: guide,connessioni wikipedia, rintracciamento biciclette più vicine, attivazione/disattivazione biciclette,intermodalità etc. etc.

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Posted: March 3rd, 2010

- SHADOWPLAY vartov square

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proposta per la piazza di vartov – copenhagen
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la nostra proposta interpreta vartov come delle ombre cinesi. ombre cinesi della vita della città e le sue narrative. luci ed ombre possono essere interpretate come indicatori delle attività vitali in una città. la luce funziona come un attrattore sia per pratiche diurne che notturne, e organizza le attività negli spazi pubblici. questa dualità è strutturata attivamente nella nostra proposta. la pavimentazione della piazza è progettata utilizzando cemento TX. (vedi scheda shadowplay). rivestendo l’intera pavimentazione della piazza con questo materiale abbiamo inscritto le ombre cinesi degli edifici circostanti sulla pavimentazione e le loro aree di sovrapposizione negli equinozi e nei solstizi. questo ci ha permesso di individuare le aree mediamente più illuminate durante l’anno e disegnare il pattern del pavimento che corrisponde alla logica della massima efficienza ecologica del materiale.
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In questo modo il programma della piazza sarà organizzato negoziando tra la logica del massimo rendimento ecologico e del massimo comfort per gli utenti. prevediamo la realizzazione della pavimentazione con formelle prefabbricate in cantiere per garantire la massima sostenibilità anche durante la costruzione. ciascuna formellla avrà una diversa quantità di additivo nero, per coprire la scala di efficacia del pavimento. le formelle triangolari sono anche unità di misura dello spazio pubblico. 64 formelle occupano 2 m2 che consideriamo una unità di superficie minima per le attività nello spazio pubblico
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abbiamo collaborato con:
antonio scarponi (conceptual devices)
org frank seeman (light design)
mirko usai (fattibilità economica)

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Posted: March 1st, 2010

- CENNIWORKS

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proposta di concorso per milano social housing (progetto segnalato)

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il lavoro è un tema che può unire, anziché dividere. è potenziale di aggregazione, di condivisione delle professionalità, di trasversalità dell’utenza, di inserimento nel quartiere circostante. CenniWorks dà la possibilità di lavorare a persone che hanno tempo o necessità di farlo, come prima o seconda occupazione, secondo le proprie competenze e possibilità. CenniWorks è una comunità democratica basata sul lavoro.
il lavoro è la costante per mettere in risonanza le spinte endogene ed esogene di una comunità: al suo interno cenniworks sarà organizzata come una comunità peer2peer, modello orizzontale e aperto di condivisione e di reciproco scambio (di informazioni, oggetti, prestazioni lavorative): verso l’esterno, cenniworks fornirà servizi e professioni, con garanzia di trasparenza, con l’intento di diventare un forte catalizzatore di relazioni.
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Il progetto si articola in due infrastrutture:
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-Una fisica, a supporto di un sistema residenziale organico, dominato dalla contiguità fra lavoro e residenza, pensata come un supporto che permette flessibilità di esercizio, stratificazione di accessibilità, sostenibilità economica e ambientale. L’organizzazione degli spazi pubblici, collettivi e privati, così come dei servizi, vuole articolare spazialmente una comunità coesa, flessibile e aperta verso l’esterno, secondo il principio one community = one building.
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-Una virtuale, costituita da un portale web, strumento necessario per la gestione dei numerosi servizi offerti (sia interni alla comunità – potlach, scambio, Banca del Tempo, ecc. – sia interrelati con il quartiere – GAS, lavoro, ecc.)
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l’intreccio delle due infrastrutture si fonda su un intento di continuità amministrativa con il nuovo piano dei servizi del comune di milano e su processo di inserimento e sincronizzazione con l’intorno urbanistico, che partirà da un momento di “ascolto” del quartiere e proseguirà con il continuo monitoraggio della soddisfazione di inquilini e city-users zonali, grazie a info-point e tecnologie di UGC (User Generated Content).
la gestione delle funzioni, dei programmi, dell’offerta e della domanda sarà delegata a un organismo cooperativo interno alla comunità (il gestore di quartiere). Ogni tecnologia avrà il suo riscontro negli spazi; la circolazione delle situazioni e delle informazioni è intrinseca al progetto architettonico, al suo sdoppiamento virtuale, alla matrice servizi / spazi / attori proposta; la città entra nell’edificio trasformandolo in un sistema complesso polivalente ed aperto.
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Posted: February 28th, 2010

- CENNIWORKS processo

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processo di sviluppo della comunità
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cenniWorks è un progetto processuale. La sua articolazione mette in circolo un sistema di informazioni, di relazioni con il territorio, di servizi, di feedback che partono da una fase di start-up e permettono all’architettura di implementare le sue funzioni a seconda delle esigenze che emergono dal quartiere.
grazie a una piattaforma fisica e virtuale di partecipazione e di generazione di contenuti da parte dei city-users (User Generated Content, UGC), la mappatura che sta dietro al progetto innesta un processo di sincronizzazione tra offerta e domanda territoriale (di lavoro e di servizi, in generale).
la comunità per via cenni cresce con il suo intorno, lo determina e ne viene determinata. gli spazi fisici dell’edificio sono pensati per ospitare la flessibilità di esercizio, mentre l’architettura virtuale del portale fa funzionare e circolare le informazioni e le relazioni nell’edificio e in tutto il quartiere.

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l’inserimento urbanistico è parte integrante del progetto. CenniWorks prevede quattro momenti – l’ultimo dei quali senza limiti temporali – su cui articolare l’implementazione delle nuove geografie e identità territoriali del quartiere:
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1: start up (creazione della piattaforma partecipativa, campagna comunicazione, crezione info-point, mappatura richiesta mestieri)
attori coinvolti: quartiere, esterni, progettisti, PA
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2: selezione comunità (chiusura mappatura, strutturazione portale)
attori coinvolti: quartiere, candidati per comunità via cenni, candidati gestore di quartiere, PA, progettisti
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3: cantiere di costruzione fisica e virtuale (creaziome gestore di quartiere, finalizzazione comunità e portale, atelier on demand, wi-fi e ubiquitous computing)
attori coinvolti: inquilini, comunità, gestore di quartiere
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4: integrazione con il quartiere (start up portale CenniWorks, monitoraggio feedback, profilazione usi)
tutti gli attori coinvolti
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Posted: February 27th, 2010

- LOMELLINA

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cartografia e progettazione strategica per il distretto culturale di lomellina

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La risorsa culturale su cui la Lomellina può maggiormente contare è il territorio stesso, un paesaggio antropico in cui gli aspetti naturalistici sicompongono indissolubilmente con le azioni dell’uomo nella storia.
Il modo ottimale per valorizzare questa risorsa all’interno di un Piano Strategico territoriale è l’atlante qualitativo: uno strumento capace di raggiungere il triplice obiettivo di visualizzazione delle relazioni, tramite mappe interattive, tematizzazione e conseguente orientamento di progetto degli assi strategici.
A partire da una mappatura quali-quantitativa dei datirelativi al patrimonio tangibile e intangibile del territorio, della cultura immateriale, dello storytelling, la costruzione di un atlante permette la pianificazione di itinerari tematici – a scala differenziata – e la visualizzazione operativa dei diagrammi di sviluppo/attuazione del progetto; diventa uno strumento di azione amministrativa, di governance strategica territoriale.
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Posted: February 26th, 2010

- CIBAF

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proposta per la nuova città dei bambini di frattamaggiore

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la città del sole è un progetto sociale di spazio pubblico trasparente, multiscalare, sostenibile.
è un progetto di sparizione dell’architettura come barriera: un’architettura senza muri, che promuove la permeabilità del centro di aggregazione e non il suo isolamento. propone una bolla di mobilità lenta, che sospende l’alternanza velocità-sosta. qualifica la trasparenza come dote che comunica un’idea di società senza lati oscuri.
è una città dei bambini che si rivolge a più scale:
_diventa modello e luogo di fruizione per la tutta la collettività, sia di frattamaggiore che dell’intero atellano.
_considera la città diffusa e l’aggregato urbanistico non come limite ma come potenzialità latente per estendere il suo utilizzo; come un’occasione per implementare un nuovo tipo di identità, basato sulla forza simbolica dei luoghi come produttrice di differenze virtuose.
_si inserisce in una città-rete, di cui vuole diventare il polo di una nuova idea di spazio pubblico.
è una città sostenibile che mette al centro la naturale forza generatrice del sole e della terra.
contiene uno spazio museale che si mette in relazione con le nuove tecnologie e con le esperienze di sostenibilità internazionali. suggerisce un modello sociale che fa del territorio un momento di cultura cruciale.
fa dello spazio pubblico un luogo fondamentale di conoscenza
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Posted: February 26th, 2010

- cibaf analisi etnosemiotica

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diario di un’indagine etnosemiotica nel comune di frattamaggiore
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l’indagine etnosemiotica è un tipo di lavoro “sul campo” che si concentra sulla commistione di vari elementi; parte dall’osservazione e dalla raccolta di dati soprattutto “qualitativi”, siano essi interviste, registrazioni sonore, foto; si sviluppa con la messa in luce di fenomeni rilevati con gli strumenti delle scienze umane, come l’analisi dei discorsi, delle pertinenze segnalate dagli abitanti, dalle narrazioni e dai valori messi in gioco.
è una procedura di “ascolto” delle opinioni personali e del senso comune, delle pratiche dell’abitare e di messa a sistema di sottolineature utili al processo di progettazione urbanistica.
nel caso di frattamaggiore il lavoro sul campo ha implicato una permanenza di dieci giorni nell’atellano, durante il quale i ricercatori hanno confrontato le proprie impressioni e le prime idee sulla città dei bambini con attori di diverso statuto – persone incontrate per strada, attori istituzionali e non.
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il diario è una ricostruzione dello sviluppo del concept della città del sole alla luce della permanenza, dell’osservazione e del lavoro etnosemiotico su frattamaggiore.
e’ un modo per scoprire alcuni lati della città del sole dispiegando alcuni fenomeni osservati sul campo e che i frattesi – e gli abitanti dell’atellano in generale – hanno raccontato.
la successione dei temi non è precisamente cronologica, ma segue la rielaborazione degli eventi durante la permanenza a frattamaggiore, e il loro orientamento tramite esperienze, discorsi e incontri.
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Posted: February 25th, 2010

- CIbaf infrastrutture tecnologiche

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infrastrutture tecnologiche per la nuova città dei bambini di frattamaggiore

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la città del sole promuove l’uso della tecnologia come connettore, come interfaccia di connessione, nell’ottica di un’ulteriore estensione di scala e di utenza.

la tecnologia è usata a scopo esperienziale, legata alle attività museali di CIBAF. è un meccanismo di riappropriazione e semantizzazione dello spazio della città del sole.
l’architettura tecnologica – RFID e Local Positioning System – serve inoltre a offrire un sistema di comunicazione che interagisca con tecnologie mobile e che s’interfacci con un sistema gestionale hi-tech per contenere i costi e garantire la trasparenza. il tutto integrato in un portale web, che diventerebbe il portale virtuale del CIBAF. Gestire la permeabilità, gli accessi e le modalità di utenza è la funzione dell’architettura tecnologica. i suoi scopi sono differenziare gli accessi per utente (residente, visitatore pagante, addetto ai lavori). di questi utenti si possono astrarre dei profili, al fine di costruire un’esperienza in divenire, fornendo nuove informazioni o approfondimenti per i clienti fidelizzati o una differenziazione di fruizione di contenuti e spazi per età e utente.
Si è pensato inoltre di gestire il risparmio energetico legato alla presenza/assenza delle persone negli spazi o installazioni.
allestimenti, accessi e illuminazione rispondono attivamente alla presenza dei soggetti, con la possibilità di creare un sistema organico di arredamenti.
un sistema di reporting monitora l’uso degli spazi e dei servizi per adattare lo spazio alle necessità della gente e ottimizzare i servizi e l’offerta museale. il sito web è pensato per accogliere contenuti e “mettere a sistema” le offerte dello spazio museale.


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Posted: February 24th, 2010

+ light urbanism and sustainability

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abstract_Urban Design: Bike Sharing, Public Space and Ubiquitous computing. how to address the issue of light urbanism and sustainability
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Emanuele Bompan, Gaspare Caliri, Marco Lampugnani, Beatrice Manzoni
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How to plan the next bike sharing system embedded to a multimodal transportation infrastructure that is a flexible infrastructure that enhance the sense of community and respect the environment? We present ØkoBici a community-bike-sharing system related to public transportation multimodality, ready for post-carbon cities.  It’s based on user-oriented strategy and ubiquitous computing system developed on an interactive map-based platform. Technologies and mobile devices have an active role in representing urban space, create mixed virtual and real communities, help management of public transportation and bikes sharing, monitor use and problems related to the services.

In this illustrated paper session we will detail how this project could change the public space and mobility in the city of Copenhagen, as well its small business economy and tourism. The project has been developed in the frame of the urban prize promoted by the municipality, involving private companies, as Abici, a stylish Italian bike designer to offer new. We will point out especially how ubiquitous computing and user-generated data produce reliable information on transportation and public space use, allowing light urbanism devices to be easily reconfigured in the urban spaces. Public space today change faster and adapt do different lifestyle, biopolitical process and socio-eco urban configuration (due to high-mobility). Tactical design of transportation system Is required to meet the need of the XXI century post-carbon city.
Theoretical background derived from Marc Auge, Ivan Illich, Bruno Latour , Micheal Foucault, B.H Bratton, Allen J Scott.

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il lavoro è parte della Interactive Short Paper Session topics in urban and medical geography, 2010
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http://communicate.aag.org/eseries/aag_org/program/AbstractDetail.cfm?AbstractID=33468
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Posted: January 10th, 2010

+ network, creatività, progetto, territorio

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modello snark: network, creatività, progetto, territorio
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Gaspare Caliri, Sonia Fanoni

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Non c’è nulla di nuovo, oggi, nel parlare di interdisciplinarità, o di multidisciplinarità, specie nel mondo della progettazione per lo spazio pubblico.
In questa sede si vogliono esporre le peculiarità di “Snark – Space making”, network multidisciplinare orientato alla collaborazione, ma de facto azienda di progettazione urbanistica e territoriale, dedita alla messa a punto di servizi per la governance e di policy design dello spazio condiviso, fortemente caratterizzata da un flusso organizzazionale “creativo”, dove i know-how delle varie discipline implicate (architettura, management, geografia, semiotica) trovano cittadinanza in istanze operative, più che teoriche, e operano una performance creativa e progettuale in un terreno neutro generato proprio dall’occasione di progetto.
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articolo per ticonzero, maggio 2010

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versione integrale su:

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http://www.ticonzero.info/articolo.asp?art_id=3432

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Posted: January 10th, 2010

+ active participatory urban design

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abstract_active participatory urban design: an approach to bottom-up process in urban planning. the case study of modenacambiafaccia planning prize
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Emanuele Bompan, Gaspare Caliri, Marco Lampugnani, Beatrice Manzoni, Michele Restuccia
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Participatory planning, participatory GIS, shared urban policies: Those words have became fundamental as urban politics moved towards bottom-up decisional processes. However these processes often fail due to corporate real estate interests, lack of political intervention, obsolescence of participatory technique or lack of tool who can actively produce meanings, uses and new urban vision.
This paper aims to propose an alternative that can parallel Participatory Planning. We call this tactic Active Participatory Urban Design (APUD). Through which devices (conceptual and concrete) can people take direct action on shaping the city they desire? We will show how APUD can work through the case study of the urban design prize ModenaCambiaFaccia (Modena, Italy), created in 2008 to request new ideas in planning.

Slowness is the core concept we adopted, derived from the concept of slow urbanism. Slow cities allow people to know their cities deeply and think about the use and narratives of their space. We used light urbanism, ephemeral urbanism and new technologies (such as *r-fid, Bluetooth, GPS, etc.).

Our aim is to make people active players in producing public spaces configuration, create narrative on specific places, invent new uses of existing place or produce critics on normative urbanism. Through cross feedback, mobile urban street furniture and active multidirectional communicational systems, people can effectively take urbanism into their own hands. In other words we aimed to induce slow tactical modification of the urban structure.
We conclude that tactical participation is an everyday action and is an approach that could help  stimulate adding new frames of intervention and political representation.
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This paper is part of the Paper Session: Spatial Politics of Urban Planning
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Posted: January 10th, 2010

+ invito all’indugio

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abstract_invito all’indugio
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Gaspare Caliri

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Questo articolo parla di semiotica, etnosemiotica, architettura, progetto, urbanistica, light urbanism, Modena, sedie mobili, chair-sharing. Parla di un discorso possibile per la “semiotica e il progetto” a partire dall’analisi congiunta di un caso specifico di intervento urbano leggero e del metodo di lavoro che l’ha reso possibile.
L’oggetto della nostra analisi è un progetto “corale” proposto e successivamente realizzato in risposta a un “Concorso di Idee” di riqualificazione urbanistica di un quartiere del centro storico di Modena. Verranno affrontate le fasi della progettazione (comprese le riflessioni semiotiche sottese ad alcune di esse) e il modo in cui essa è espressione di un network interdisciplinare di lavoro, che comprende semiotici, architetti, geografi, esperti di management urbano.
La prima intenzione è di parlare dell’utilità dello sguardo semiotico nei confronti delle discipline del progetto architettonico e urbanistico; si vuole però anche dare qualche elemento di riflessione circa l’andirivieni di competenze che si crea quando la prospettiva semiotica va a incrociarsi con altri punti di vista.
Intendiamo qui cioè suggerire una “modalità” specifica – e calata su un ambito preciso di interesse – secondo la quale la semiotica può apportare giovamento all’operatività progettuale, ma non solo: ciò che si cercherà di abbozzare è il lascito che la semiotica, una volta concluse le varie fasi di messa a punto di una proposta di progetto, si ritroverà tra le dita, come arricchimento ricevuto dal bagno multidisciplinare.
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in uscita su semiotica e progetto 2, franco angeli

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Posted: January 10th, 2010

+ interdisciplinary approaches and methods

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abstract_interdisciplinary approaches and methodologies to planning: the case of modena, italy
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emanuele bompan, gaspare caliri, marco lampugnani, beatrice manzoni, michele restuccia
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Existent literature shows that cities’ councils recently recognize that sustainable city’s problems transcended conventional disciplinary boundaries, presenting a new and distinctive type of research problematic (Haughton and Hunter, 1994) which can be successfully addressed through an interdisciplinary approach (Evans and Marvin, 2006).
Various municipalities (see Evans and Marvin (2006) for UK councils’ projects) ask for interdisciplinary approaches to city planning. Doing inter-disciplinarily disturbed the conventional relationships between researchers, users and funders, breaking out of traditional disciplinary boundaries and developing integrated approaches to complex problems.
The aim of this paper is to reflect on how interdisciplinary groups and approaches facilitate a governance process instead of a government one (Tanese et al., 2006) and bottom up/network based strategies instead of top down ones (Nieh, 2005). We are interested both in the results of the urban design transformations deriving from the multidisciplinary approach and in the on going planning process.
The case study analyzed in this paper presents, both in the municipality’s preliminary competition guidelines and in the groupwork methodology, the need for a triangulation between theories and methods different disciplines (architecture, urban design, geography, semiotics, economics and management) bring to the problem. The competition aimed at renovating the image of the district Porta Saragozza/Porta San Francesco in Modena which is a middle city in the north-centre of Italy, through urban design and marketing actions. Porta Saragozza and Porta San Francesco quarter mainly suffers a lack of coordination among available resources and local stakeholders. A network and a ready-to-use tool kit of social, communicative and economic tools to investigate identity, economy and space are needed.
We adopted a methodology involving semi structured face to face interviews to local public and private actors, residents, etc., urban structure analysis (mobility issues, etc.) and psycho geographical analysis, which are all methodologies pertaining to different branches.
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scritto per la conferenza ‘Art, Culture and Pubblic Sphere’, 2008
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Posted: January 10th, 2010

+ digital ethnography

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abstract_digital ethnography
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gaspare caliri, marco lampugnani
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Bruno Latour’s Pétite philosophie de l’énonciation (1999) introduced the idea of “proxy”, a delegation of “speech act” from a (non-human) actor to human ones. Our research wants to apply this concept to the city, in a constructional approach that mixes up semiotics, ANT and latest theory of architecture. City is a device which communicates and which needs city-users to communicate. We propose that city could delegate city-users to produce its “communication acts” and discursive expressions.

The so-called city users receive proxy from city and try to carry it out, for example through urban-crossing.
City uses many devices to suggest the way in which city-users could obey the proxy: traffic signs, barriers for pedestrians or means of carrying, and also urban planning, in terms of distribution of spaces for categorized actors. But, in nowadays cities, another crucial way to structure and implement delegation could be ubiquitous computing. According to Latour’s doubts about the terms included in the expression “Actor-Network Theory”, we don’t want to study ubiquitous computing as a network, but as a “worknet”, looking for a discursive projection that “textualize” the relationships between actors. In other words, we don’t care about ubiquitous computing as a given network but as a catalyst for links, relationships, and, in a deeper view, for actanctial weights.
We want to discuss this approach focusing on two specific projects we designed: an ubiquitous computing-community for a social housing in Milan and a cyclists-community for the next bike-sharing in Copenhagen. We will develop this case studies underlining how urban technology, ubiquitous computing, devices, maps, light urbanism and human actors interact creating a discourse. We look at the public as a consequence rather than a premise, the product of a constant negotiation among subjects/places/power. Our aim is to highlight how a material semiotic approach succeeds in unfolding the construction of public as a result, where human and non-human actors, tangible and intangible devices and organizations are as the same potential level of intervention. We are interested in studying the split between virtual and real spaces, related to neighborhood practices. Moreover, we would like to underline how in ubiquitous computing cities it could be important to uphold and keep an ethnographic process of observation. Ubiquitous computing is a new arena for public actvism, in which brand new behaviors and relational patterns took place. As this happens realtime and 1:1 scale, the need for an ethnographic approach is – once more time – fundamental to track, understand and interact iwith those processes. We call it Digital Ethnosemiotics: the disciple which could watch, analyse, and explain the proxy in ubiquitous computing cities and public spaces. We will try to argue how it is basic, in our perspective, to mesh up fieldwork and profiling systems, UGC (User Generated Content) devices and physical practices. In the end, we will account for ub.comp. cities’ relationships just to look for ANT and semiotics mutual contribution in “closing” and defining observable texts in the urban discourse, with no added sociological terms and categories, outside the observable processes.
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contributo per la conferenza EASST_010, proposto per la categoria “are we still halfway of the turn? practicing semiotics, performing science and technology studies”
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Posted: January 10th, 2010

* news n°7: snark @ methods

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snark ha partecipato a methods – processes of changes. cittadellarte-fondazione pistoletto, biella, giovedì 20 / lunedì 24 maggio 2010
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“Il workshop Methods / Processes of Change è un evento speciale perché è il primo step interdisciplinare di una ricerca sulle metodologie. Un’importante strada da percorrere, un progetto in progress con cui non vogliamo ricercare una metodologia generale e definitiva, ma vie individuali: le diversità dei metodi di lavoro possono realmente creare una rete di differenze, che considerata da un altro punto di vista, rappresenta la struttura stessa della società. È rilevante che qui a Cittadellarte per la prima volta, vengono messe a fuoco le differenze tra modalità d’intervento di discipline e mestieri che agiscono nella società”.
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michelangelo pistoletto, love difference, artway of thinking
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a blog mapping methods realtime here
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Posted: January 1st, 2010

* news n°6: festival della cittadinanza

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snark @ festival della cittadinanza, padova
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in occasione del festival della cittadinanza snark, con la collaborazione dello storico caffè pedrocchi, creerà uno spazio legato alla mobilità alternativa e sostenibile, presentando chairsharing e okobici  in piazzetta cappellato pedrocchi.
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un’occasione per dibattere, riprendendoci il pubblico, su temi centrali per la pianificazione, anche sociale, delle città.
coloro che porteranno la propria bici o la propria sedia in orario aperitivo saranno  premiati con vantaggiose consumazioni ^_^
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si ringraziano per i materiali:
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santa&cole, abici

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Posted: January 1st, 2010

* NEWS n°3: new sito!

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brand new snarkive.eu!
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Posted: January 1st, 2010

* news N°2: SPINNER2013

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snark finanziato dal fondo sociale europeo
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per il 2010 SNARK ha accesso alle agevolazioni del consorzio Spinner (fondo sociale europeo) che supporta lo sviluppo di imprese innovative e ad alto contenuto di conoscenza
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Posted: January 1st, 2010

* news n°1: enjoy your holidays!

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we all wish to see you again in 2010.
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snark5
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Posted: January 1st, 2010

Protected: sp

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Posted: February 23rd, 2008