News for the ‘- design’ Category

- CHAIRSHARING

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progetto e realizzazione di un nuovo servizio pubblico di panchine mobili wifi
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chairsharing é come un comune bike-sharing, ma invece che offrire biciclette offre sedute mobili. le sedute si ritirano gratuitamente utilizzando la carta regionale dei servizi e possono essere spostate nella cittá a piacere per un tempo massimo di 6 ore.
ciascuna seduta puó essere utilizzata per sedersi o per lavorare. le sedute sono modulari, possono essere affiancate per oziare o lavorare insieme.
ciascuna seduta é una antenna wifi che consente di connettersi a internet gratuitamente.
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accedendo a chairsharing tramite la carta regionale dei servizi si accede automaticamente ad un programma a punti. non solo l’utente potrá usufruire del servizio gratuitamente, ma anche accumulare punti, che potranno essere poi convertiti in offerte sconti e promozioni nelle attivitá commerciali, culturali e nei fornitori di servizi del quartiere.
Attraverso la produzione dei luoghi, il loro inserimento nei circuiti vitali del quartiere, la responsabilizzazione civile dei cittadini chairsharing mira ad innescare un lento spostamento culturale verso uno stile di vita sostenibile nel quartiere, coinvolgendo tutti gli attori in gioco.
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- chairsharing WEB

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portale web e piattaforma per la sostenibilità

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chairsharing è anche un portale web che, oltre a gestire il servizio, mette a sistema l’offerta di sostenibilità nel quartiere. grazie alla triangolazione WiFi, ogni sedia è mappata nei suoi spostamenti e la sua posizione è georiferita su una mappa interattiva.
chairsharing comprende un portale on-line multiutente, la “piattaforma della sostenibilità”. al suo interno è possible visualizzare e gestire, oltre al servizio chairsharing, i servizi supplementari del progetto e altri servizi legati all’identità sostenibile del progetto: da un lato, la fidelity-card per la raccolta punti e la riqualificazione economica del quartiere e la gestione logistica del servizio di sedute mobili; dall’altro, il gruppo d’acquisto solidale (GAS), il bike-sharing, il car-sharing, il car pooling, la raccolta differenziata, il couch-surfing e ogni altra risorsa di un lifestyle sostenibile che chairsharing vuole implementare.
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la piattaforma della sostenibilità è dunque una piazza virtuale che ottimizza e amplifica, a livello di marketing territoriale, il concept sostenibile di chairsharing e l’uso virtuoso dello spazio pubblico. offre una visualizzazione di prossimità su una agenda settimanale e su una mappa interattiva, oltre a uno strumento di management condiviso ma gestibile autonomamente per soggetti pubblici e privati, collettivi o singoli.
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- chairsharing comunicazione integrata

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comunicazione integrata per chairsharing
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il principio è la ricerca di una grammatica di pittogrammi che potesse restituire e comunicare la complessità delle situazioni urbane che chairsharing è in grado di produrre. a partire da questa unità minima, concepita per essere riprodotta attraverso le forature del rivestimento dellaseduta, applicando il concetto del pantografo (strumento desueto atto a riprodurre disegni in scala), si è generato l’intero apparato di comunicazione del servizio.
un apparato necessariamente multimediale e multiscalare:

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- rivestimento della seduta (1:1)

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- pattern per pavimentazione (10:1)
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- murales (100:1)
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- proiezioni luminose (senza scala)
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- comunicazione web e tv (senza scala)
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- comunicazione stampata (< 1:1)
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Posted: March 6th, 2010
Categories: - design
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- chairsharing minidocs

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chairsharing: 25 minidocumentaries

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a ottobre 2009 ci è stato chiesto di partecipare al festival della creatività di firenze con chairsharing.
dal momento che il prototipo era ancora in fase di costruzione, abbiamo deciso di realizzare dei minidocumentari. ciascuno dei brevissimi filmati illustra un tema del progetto, con un intervista a uno degli attori coinvolti: noi, i nostri clienti, le aziende…

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enjoy!
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- okobici

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progetto per un bikesharing 3.0 (caso studio: copenhagen)

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abbiamo sviluppato un servizio complesso rivolto alla comunità dei ciclisti.
okobici è una tipologia alternativa di bikesharing, basata sulla massima fluidità possibile dell’infrastruttura, e un apparato di gestione basato su tecnologie avanzate di comunicazione mobile. tecnologie avanzate, ma a portata di qualsiasi laptop o smartphone.
la componentistica fisica dell’infrastruttura è costituita da un semplice oggetto (sorta di uovo..) da applicare a qualsiasi bici per trasformarla in un bikesharing. Ciascun dispositivo contiene un sistema di bloccaggio (un lucchetto) un gps che rende localizzabile in tempo reale la bicicletta e un trasmettitore capace di dialogare con telefoni e computer portatili.

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l’interfaccia del servizio è un portale web, facile e veloce, dove gestire tutti i servizi di okobici.
questo sito è più di una pagina gestionale.
è il social network della comunità ciclabile. Si potranno gestire servizi, ma anche comunicare e scambiare consigli con altri utenti. un facebook su due ruote. Il tutto sarà visualizzato su una base googlemaps.
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i servizi principali saranno:
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- gestione del proprio profilo (prenotazione biciclette, accessori, gestione dati, reportistica etc)

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- massima integrazione con tutti i mezzi pubblici.

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- possibilità di comprare biglietti integrati nell’ottica di una cultura di massima intermodalità

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- numerose applicazioni augmented reality: guide,connessioni wikipedia, rintracciamento biciclette più vicine, attivazione/disattivazione biciclette,intermodalità etc. etc.

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Posted: March 3rd, 2010
Categories: - design
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- SHADOWPLAY vartov square

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proposta per la piazza di vartov – copenhagen
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la nostra proposta interpreta vartov come delle ombre cinesi. ombre cinesi della vita della città e le sue narrative. luci ed ombre possono essere interpretate come indicatori delle attività vitali in una città. la luce funziona come un attrattore sia per pratiche diurne che notturne, e organizza le attività negli spazi pubblici. questa dualità è strutturata attivamente nella nostra proposta. la pavimentazione della piazza è progettata utilizzando cemento TX. (vedi scheda shadowplay). rivestendo l’intera pavimentazione della piazza con questo materiale abbiamo inscritto le ombre cinesi degli edifici circostanti sulla pavimentazione e le loro aree di sovrapposizione negli equinozi e nei solstizi. questo ci ha permesso di individuare le aree mediamente più illuminate durante l’anno e disegnare il pattern del pavimento che corrisponde alla logica della massima efficienza ecologica del materiale.
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In questo modo il programma della piazza sarà organizzato negoziando tra la logica del massimo rendimento ecologico e del massimo comfort per gli utenti. prevediamo la realizzazione della pavimentazione con formelle prefabbricate in cantiere per garantire la massima sostenibilità anche durante la costruzione. ciascuna formellla avrà una diversa quantità di additivo nero, per coprire la scala di efficacia del pavimento. le formelle triangolari sono anche unità di misura dello spazio pubblico. 64 formelle occupano 2 m2 che consideriamo una unità di superficie minima per le attività nello spazio pubblico
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abbiamo collaborato con:
antonio scarponi (conceptual devices)
org frank seeman (light design)
mirko usai (fattibilità economica)

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- CENNIWORKS

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proposta di concorso per milano social housing (progetto segnalato)

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il lavoro è un tema che può unire, anziché dividere. è potenziale di aggregazione, di condivisione delle professionalità, di trasversalità dell’utenza, di inserimento nel quartiere circostante. CenniWorks dà la possibilità di lavorare a persone che hanno tempo o necessità di farlo, come prima o seconda occupazione, secondo le proprie competenze e possibilità. CenniWorks è una comunità democratica basata sul lavoro.
il lavoro è la costante per mettere in risonanza le spinte endogene ed esogene di una comunità: al suo interno cenniworks sarà organizzata come una comunità peer2peer, modello orizzontale e aperto di condivisione e di reciproco scambio (di informazioni, oggetti, prestazioni lavorative): verso l’esterno, cenniworks fornirà servizi e professioni, con garanzia di trasparenza, con l’intento di diventare un forte catalizzatore di relazioni.
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Il progetto si articola in due infrastrutture:
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-Una fisica, a supporto di un sistema residenziale organico, dominato dalla contiguità fra lavoro e residenza, pensata come un supporto che permette flessibilità di esercizio, stratificazione di accessibilità, sostenibilità economica e ambientale. L’organizzazione degli spazi pubblici, collettivi e privati, così come dei servizi, vuole articolare spazialmente una comunità coesa, flessibile e aperta verso l’esterno, secondo il principio one community = one building.
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-Una virtuale, costituita da un portale web, strumento necessario per la gestione dei numerosi servizi offerti (sia interni alla comunità – potlach, scambio, Banca del Tempo, ecc. – sia interrelati con il quartiere – GAS, lavoro, ecc.)
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l’intreccio delle due infrastrutture si fonda su un intento di continuità amministrativa con il nuovo piano dei servizi del comune di milano e su processo di inserimento e sincronizzazione con l’intorno urbanistico, che partirà da un momento di “ascolto” del quartiere e proseguirà con il continuo monitoraggio della soddisfazione di inquilini e city-users zonali, grazie a info-point e tecnologie di UGC (User Generated Content).
la gestione delle funzioni, dei programmi, dell’offerta e della domanda sarà delegata a un organismo cooperativo interno alla comunità (il gestore di quartiere). Ogni tecnologia avrà il suo riscontro negli spazi; la circolazione delle situazioni e delle informazioni è intrinseca al progetto architettonico, al suo sdoppiamento virtuale, alla matrice servizi / spazi / attori proposta; la città entra nell’edificio trasformandolo in un sistema complesso polivalente ed aperto.
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Posted: February 28th, 2010
Categories: - design
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- CENNIWORKS processo

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processo di sviluppo della comunità
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cenniWorks è un progetto processuale. La sua articolazione mette in circolo un sistema di informazioni, di relazioni con il territorio, di servizi, di feedback che partono da una fase di start-up e permettono all’architettura di implementare le sue funzioni a seconda delle esigenze che emergono dal quartiere.
grazie a una piattaforma fisica e virtuale di partecipazione e di generazione di contenuti da parte dei city-users (User Generated Content, UGC), la mappatura che sta dietro al progetto innesta un processo di sincronizzazione tra offerta e domanda territoriale (di lavoro e di servizi, in generale).
la comunità per via cenni cresce con il suo intorno, lo determina e ne viene determinata. gli spazi fisici dell’edificio sono pensati per ospitare la flessibilità di esercizio, mentre l’architettura virtuale del portale fa funzionare e circolare le informazioni e le relazioni nell’edificio e in tutto il quartiere.

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l’inserimento urbanistico è parte integrante del progetto. CenniWorks prevede quattro momenti – l’ultimo dei quali senza limiti temporali – su cui articolare l’implementazione delle nuove geografie e identità territoriali del quartiere:
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1: start up (creazione della piattaforma partecipativa, campagna comunicazione, crezione info-point, mappatura richiesta mestieri)
attori coinvolti: quartiere, esterni, progettisti, PA
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2: selezione comunità (chiusura mappatura, strutturazione portale)
attori coinvolti: quartiere, candidati per comunità via cenni, candidati gestore di quartiere, PA, progettisti
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3: cantiere di costruzione fisica e virtuale (creaziome gestore di quartiere, finalizzazione comunità e portale, atelier on demand, wi-fi e ubiquitous computing)
attori coinvolti: inquilini, comunità, gestore di quartiere
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4: integrazione con il quartiere (start up portale CenniWorks, monitoraggio feedback, profilazione usi)
tutti gli attori coinvolti
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Posted: February 27th, 2010
Categories: - design
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- LOMELLINA

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cartografia e progettazione strategica per il distretto culturale di lomellina

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La risorsa culturale su cui la Lomellina può maggiormente contare è il territorio stesso, un paesaggio antropico in cui gli aspetti naturalistici sicompongono indissolubilmente con le azioni dell’uomo nella storia.
Il modo ottimale per valorizzare questa risorsa all’interno di un Piano Strategico territoriale è l’atlante qualitativo: uno strumento capace di raggiungere il triplice obiettivo di visualizzazione delle relazioni, tramite mappe interattive, tematizzazione e conseguente orientamento di progetto degli assi strategici.
A partire da una mappatura quali-quantitativa dei datirelativi al patrimonio tangibile e intangibile del territorio, della cultura immateriale, dello storytelling, la costruzione di un atlante permette la pianificazione di itinerari tematici – a scala differenziata – e la visualizzazione operativa dei diagrammi di sviluppo/attuazione del progetto; diventa uno strumento di azione amministrativa, di governance strategica territoriale.
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Posted: February 26th, 2010
Categories: - design
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- CIBAF

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proposta per la nuova città dei bambini di frattamaggiore

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la città del sole è un progetto sociale di spazio pubblico trasparente, multiscalare, sostenibile.
è un progetto di sparizione dell’architettura come barriera: un’architettura senza muri, che promuove la permeabilità del centro di aggregazione e non il suo isolamento. propone una bolla di mobilità lenta, che sospende l’alternanza velocità-sosta. qualifica la trasparenza come dote che comunica un’idea di società senza lati oscuri.
è una città dei bambini che si rivolge a più scale:
_diventa modello e luogo di fruizione per la tutta la collettività, sia di frattamaggiore che dell’intero atellano.
_considera la città diffusa e l’aggregato urbanistico non come limite ma come potenzialità latente per estendere il suo utilizzo; come un’occasione per implementare un nuovo tipo di identità, basato sulla forza simbolica dei luoghi come produttrice di differenze virtuose.
_si inserisce in una città-rete, di cui vuole diventare il polo di una nuova idea di spazio pubblico.
è una città sostenibile che mette al centro la naturale forza generatrice del sole e della terra.
contiene uno spazio museale che si mette in relazione con le nuove tecnologie e con le esperienze di sostenibilità internazionali. suggerisce un modello sociale che fa del territorio un momento di cultura cruciale.
fa dello spazio pubblico un luogo fondamentale di conoscenza
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- cibaf analisi etnosemiotica

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diario di un’indagine etnosemiotica nel comune di frattamaggiore
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l’indagine etnosemiotica è un tipo di lavoro “sul campo” che si concentra sulla commistione di vari elementi; parte dall’osservazione e dalla raccolta di dati soprattutto “qualitativi”, siano essi interviste, registrazioni sonore, foto; si sviluppa con la messa in luce di fenomeni rilevati con gli strumenti delle scienze umane, come l’analisi dei discorsi, delle pertinenze segnalate dagli abitanti, dalle narrazioni e dai valori messi in gioco.
è una procedura di “ascolto” delle opinioni personali e del senso comune, delle pratiche dell’abitare e di messa a sistema di sottolineature utili al processo di progettazione urbanistica.
nel caso di frattamaggiore il lavoro sul campo ha implicato una permanenza di dieci giorni nell’atellano, durante il quale i ricercatori hanno confrontato le proprie impressioni e le prime idee sulla città dei bambini con attori di diverso statuto – persone incontrate per strada, attori istituzionali e non.
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il diario è una ricostruzione dello sviluppo del concept della città del sole alla luce della permanenza, dell’osservazione e del lavoro etnosemiotico su frattamaggiore.
e’ un modo per scoprire alcuni lati della città del sole dispiegando alcuni fenomeni osservati sul campo e che i frattesi – e gli abitanti dell’atellano in generale – hanno raccontato.
la successione dei temi non è precisamente cronologica, ma segue la rielaborazione degli eventi durante la permanenza a frattamaggiore, e il loro orientamento tramite esperienze, discorsi e incontri.
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Posted: February 25th, 2010
Categories: - design
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- CIbaf infrastrutture tecnologiche

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infrastrutture tecnologiche per la nuova città dei bambini di frattamaggiore

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la città del sole promuove l’uso della tecnologia come connettore, come interfaccia di connessione, nell’ottica di un’ulteriore estensione di scala e di utenza.

la tecnologia è usata a scopo esperienziale, legata alle attività museali di CIBAF. è un meccanismo di riappropriazione e semantizzazione dello spazio della città del sole.
l’architettura tecnologica – RFID e Local Positioning System – serve inoltre a offrire un sistema di comunicazione che interagisca con tecnologie mobile e che s’interfacci con un sistema gestionale hi-tech per contenere i costi e garantire la trasparenza. il tutto integrato in un portale web, che diventerebbe il portale virtuale del CIBAF. Gestire la permeabilità, gli accessi e le modalità di utenza è la funzione dell’architettura tecnologica. i suoi scopi sono differenziare gli accessi per utente (residente, visitatore pagante, addetto ai lavori). di questi utenti si possono astrarre dei profili, al fine di costruire un’esperienza in divenire, fornendo nuove informazioni o approfondimenti per i clienti fidelizzati o una differenziazione di fruizione di contenuti e spazi per età e utente.
Si è pensato inoltre di gestire il risparmio energetico legato alla presenza/assenza delle persone negli spazi o installazioni.
allestimenti, accessi e illuminazione rispondono attivamente alla presenza dei soggetti, con la possibilità di creare un sistema organico di arredamenti.
un sistema di reporting monitora l’uso degli spazi e dei servizi per adattare lo spazio alle necessità della gente e ottimizzare i servizi e l’offerta museale. il sito web è pensato per accogliere contenuti e “mettere a sistema” le offerte dello spazio museale.


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Posted: February 23rd, 2008
Categories: - design
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